Ho un' età  che mi sento di avere già avuto. Ci sono persone per cui  l' età non conta. Non esistono gli anni e i luoghi in persone che non sono propriamente di questo mondo. Sono di passaggio. Nel bene o nel male passeggeri.

La luna. Riesco a dimenticarmi di ogni cosa quando guardo la luna. La luna. Niente di più bello, più magico, più armonioso di quel cerchietto d' argento. Mi fa dimenticare tutto, la luna. Un due tre la luna è dentro me. Quattro cinque sei la luna è degli dei. Sette otto nove la luna non si muove. Otto nove dieci la luna dice.....

Erodiade, mia madre

Erode, il mio patrigno

Taci  Salomè. Morditi la lingua. Troppe cose vorresti dire che la tua bocca si gonfia come un ventre.

O le dici, le cose, Salomè, o come ti ordina la tua luna: taci. Non è  con le filastrocche che ti libererai dal male che ti sta mangiando dentro. Come un cancro. Taci Salomè. Liberami dalle tue nenie notturne. Dai tuoi lamenti. Da tutte le tue parole. Io ascolto soltanto le parole del Signore Iddio. Mi disseto soltanto delle sue parole.

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salome@teatroallecolonne.it

 

Colonne di San Lorenzo

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MM2 Sant’Ambrogio - MM3 Missori – tram 3—15  bus 65-94  Accesso disabili

Orario spettacoli: Venerdì e Sabato ore 20.45 – Domenica ore 16.00 – 21.00

è gradita la prenotazione

 

Dall’incontro tra la drammaturgia di Paolo Scheriani e il magico e sensuale mondo del fumetto di Guido Crepax nasce “La Salomè”, una riscrittura in chiave moderna del mito della Salomè pubblicata nella collana “Eroine alla Fine” (edito dalla Lizard edizione gruppo rcs). Le tavole di Crepax, però, non fanno da accompagnamento e da cornice al testo di Scheriani, come quelle di Beardsley per Wilde, ma sono testo a loro volta. La narrazione si alterna tra testo scritto e disegnato, parole e disegni si mescolano e si fondono, in tipica chiave sperimentale. E sperimentale è anche il soggetto dell’opera, una Salomé rivisitata con gli occhi del mondo di oggi.

Dopo il successo di pubblico e di critica della scorsa stagione viene riproposta quest’anno in una chiave nuova nel testo e nell’allestimento. “Mi piace mettere mano ai miei testi da un allestimento all’altro. Non sono per le riprese fotocopia di uno spettacolo. Ogni volta ci deve essere un motivo per ri_raccontare una storia. Il motivo è l’approfondimento delle dinamiche di relazione fra i personaggi. Questo che definisco un “quadretto familiare da futuro remoto” ci condurrà sempre più - in questa versione – in un dramma borghese di viscontiana memoria. Il tutto arricchito dalle tavole del grande Guido Crepax elaborate per essere proiettate sulla scena da Luca Lisci. La firma Crepax ritorna per le scene e i costumi, opera di Caterina Crepax (artista di fama internazionale) che offre il suo stile e il suo contributo per valorizzare lo spettacolo”.

note di regia

La lunare carnalità di Salomè, la sensualità e l’innocenza, l’amore che lascia il posto alla morte, sono tutti gli elementi del dramma di Salomè. Un dramma borghese, quello diretto da Paolo Scheriani, in un testo che ti trascina verso uno scontro primordiale tra il desiderio di possesso e la ricerca dell’amore, nell’incerta consapevolezza della fine; un’interpretazione che trova spazio ed espressione in un flusso ininterrotto di immagini, il sofisticato disegno di Crepax, riesce, infatti, a trasferire la crudeltà ed al tempo stesso la fragilità, carica di speranza di questa moderna storia d’amore. Ognuno urla il proprio amore ma nessuno è pronto ad ascoltare quell’invocazione. Che sia una preghiera al proprio Dio o al proprio amante nessuno trova risposta. O nessuno è capace di ascoltare le risposte che giungono. È uno spettacolo lirico e spietato dove Erode ed Erodiade sono genitori loro malgrado o nonostante tutto. Incarnano la famiglia con tutte le sue lacerazioni e contraddizioni. E gli improbabili figli sono Salomè e Jokanaan. Due ragazzi in cerca d’amore in territorio di guerra. Uno spettacolo che danza sulle parole in punta di lingua. Uno spettacolo nato dall’incontro con un maestro dell’illustrazione del ‘900 che è stato ed è Guido Crepax, dove la musica, la danza, il teatro e l’inchiostro si uniranno magicamente per dar vita all’incanto di una storia che dal vangelo approda sulle tavole del palcoscenico.